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OBBLIGO di ISTRUZIONE |
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? IL NUOVO OBBLIGO DI ISTRUZIONE. Portale del Ministero PI sull'obbligo di istruzione à NORMATIVA
Elevamento obbligo di istruzione
(Legge 27 dic. 2006, n. 296, articolo 1, comma 622) DOCUMENTAZIONE E INTERVENTI
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Dal sito dell’Associazione
Professionale di docenti DIESSE (Didattica e Innovazione Scolastica) Ma chi l’ha detto che debba essere così? Torna all'indice |
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Obbligo di
istruzione a 16 anni
Si tratta del
più grande investimento, formativo e culturale, per elevare i livelli di
istruzione dei giovani, dopo quello realizzato nel 1962 con l’introduzione
della scuola media unica.
Innalzare l’obbligo di istruzione a 16 anni significa realizzare “la scuola del non uno di meno”, che accompagni tutti i ragazzi verso un livello di istruzione superiore. Condizione necessaria per diventare cittadini attivi e consapevoli attraverso strumenti sufficienti ad affrontare la vita e il lavoro contemporaneo. Ecco perché il primo nemico da combattere è la dispersione scolastica, che oggi supera il 20%, puntando a centrare progressivamente l’obiettivo del 10% fissato a Lisbona. Sottolineo che tra gli effetti del nuovo l’obbligo c’è l’innalzamento dell’età di ingresso nel mondo del lavoro a 16 anni. Obbligo di istruzione non significa “biennio unico”, cioè uguale in tutte le scuole superiori. Non è un prolungamento della scuola media: i due anni di obbligo appartengono alla scuola superiore che continua ad articolarsi in licei, istituti tecnici e professionali. L’unitarietà della scuola dell’obbligo è data non dall’unicità dei programmi, ma dalla omogeneità dei livelli di apprendimenti e di saperi – suddivisi per competenze, conoscenze ed abilità – che devono raggiungere tutti i ragazzi al termine del percorso di istruzione obbligatoria. Questi livelli, articolati in quattro assi culturali - dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico e storico-sociale - non costituiscono un appiattimento degli insegnamenti, ma sono il traguardo minimo comune, pur in presenza di programmi che rimangono differenti, ad esempio tra un liceo classico e un istituto tecnico. Va chiarito che l’obbligo non costituisce un punto terminale del percorso scolastico: i ragazzi devono conseguire almeno una qualifica professionale triennale o un diploma di scuola superiore. Dopo l’obbligo c’è, infatti, il diritto-dovere all’istruzione fino almeno a 18 anni, che si realizza nella scuola, nella formazione professionale e nell’apprendistato. Il regolamento sull’obbligo entra in vigore da quest’anno scolastico ed è applicato in via sperimentale per due anni, nei quali ci sarà un approfondito confronto con il mondo della scuola: si avvieranno sperimentazioni e si accoglieranno proposte di modifica ed integrazione da inserire nel testo regolamentare che andrà definitivamente in vigore. Proprio per questo le norme sull’obbligo costituiscono un riferimento di carattere culturale e di innovazione didattica e non determinano modifiche ordinamentali.
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Regolamento |