PAGINA OPINIONI

Scuola: manifestazione a favore del modello lombardo


09/10/2007

In mille ieri pomeriggio a Milano per la manifestazione in difesa della legge 19/2007 “Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia” e contro il ricorso del Consiglio dei Ministri. Mille fra studenti, genitori, insegnanti e gestori di Centri per la formazione professionale.
L'intento del Governo è chiaro, è stato detto: un altolà alle Regioni del Nord e a quanti intendano
imitare Formigoni e una sconfessione degli orientamenti federalisti. "Al di là delle parole di Fioroni in tante occasioni a favore dell'autonomia della scuola e della responsabilità educativa della società
civile, con questo e tanti altri atti del suo primo anno di governo della scuola si riafferma con forza il centralismo amministrativo statale", scrive in un comunicato il Manifesto per la Formazione Professionale.

Roberto Formigoni ha affermato: “Regione Lombardia sta realizzando i presupposti per una risposta all'emergenza educativa che attraversa la scuola in questo momento. Siamo consapevoli di non poterla esaurire: così come non è lo Stato che educa, nemmeno la Regione deve farlo. La vera leva dell'innovazione nella scuola è riconoscere che all'ente di governo spetta solo la regolazione e non la gestione del sistema, lasciando la più completa autonomia - anche finanziaria e di reclutamento del personale - alle istituzioni scolastiche e formative".

Alla manifestazione hanno partecipato:
le associazioni genitori A.Ge., A.Ge.S.C., Sindacato delle Famiglie, Famiglie per l'accoglienza, Forum Lombardo delle Associazioni familiari, l'associazione degli insegnanti Diesse Lombardia, l'associazione dei dirigenti scolastici Disal, il Comitato Politico Scolastico non statale, Com. Regionale Lombardo Aninsei , CSL - Consorzio Scuole e Lavoro, A.E.F. Lombardia, FOE - Federazione Opere Educative, Compagnia delle Opere e gli operatori, studenti e famiglie che aderiscono al Manifesto per la Formazione Professionale.

 

«La riforma della scuola è di tutti» Centinaia in piazza per Formigoni

 martedì 09 ottobre 2007

Il sorriso dell’assessore regionale all’Istruzione, Gianni Rossoni parla da solo: il mondo della scuola lombarda è con lui e con il governatore Formigoni. Tutti a sostenere quella legge approvata in consiglio regionale ad agosto sul sistema educativo di istruzione e formazione professionale, che il ministro alla Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ha impugnato davanti alla Corte costituzionale una settimana fa. Nel mezzo del pomeriggio assolato di ieri infatti, ai piedi del Pirellone centinaia di persone non hanno certo lesinato le parole di protesta, canti, slogan e cori da stadio.
Roberto Formigoni ha lasciato i suoi uffici per scendere a salutare e a ringraziare i manifestanti. «Non è la legge di Formigoni e Rossoni ma una legge, quella sulla scuola, di tutta la Lombardia - ha detto - appoggiata dalla stragrande maggioranza del mondo sociale ed economico e del mondo stesso della scuola, studenti, famiglie, insegnanti». E poi, rincarando la dose, aggiunge: «Il conflitto che il ministro dell’Istruzione Fioroni ha sollevato contro di noi è sbagliato per due motivi. Primo, perché la materia di cui la nostra legge si occupa è di esclusiva competenza regionale, come dice la stessa Costituzione. Secondo, perché va contro la domanda di futuro di tanti giovani, che la società lombarda chiede a gran voce». Gli fa eco Mariella Ferrante, presidente di Diesse Lombardia, l’associazione di insegnanti propugnatrice della manifestazione: «Questa legge garantisce la possibilità di scegliere, questo è importante per il futuro dei nostri ragazzi. Abbiamo chiesto un incontro con Fioroni ma il ministro ci ha snobbati. Ora siamo pronti ad andare a Roma a manifestare». Chiosa l’assessore competente, Rossoni: «Non amiamo certo lo scontro istituzionale, ma siamo determinati a proseguire nella risposta all’esigenza dei nostri giovani e del nostro sistema di istruzione».
Agguerriti i genitori presenti. Carla, madre di tre figli che frequentano scuole milanesi, racconta: «L’educazione dei miei figli è un valore su cui non sono disposta a negoziare. Voglio che venga tutelato il diritto di una madre di scegliere in assoluta libertà l’istituto nel quale i propri figli verranno educati. Sono qui a difendere quella quota capitaria che Formigoni ha promesso alle famiglie lombarde». Questo infatti il primo dei tre punti nodali per cui la manifestazione è stata indetta: libertà di scelta per le famiglie, regionalizzazione dei corsi per la formazione professionale, un’autonomia reale per gli enti scolastici nell’organizzare una proposta formativa adatta ai bisogni degli studenti. «Ci siamo organizzati in meno di due giorni effettivi e la risposta della gente è sorprendente. Siamo circa un migliaio di persone e la partecipazione vivace di tutti questi ragazzi mostra in modo inequivocabile quanto la scuola tenga a questa legge regionale - commenta Luisa Cogo della Foe -. Ognuno di questi giovani è più che cosciente del motivo per cui è qui, altrimenti non perderebbe certo un pomeriggio di svago altrove». Ma la bagarre non finisce qui: giovedì prossimo alla Camera si discuterà un’interpellanza presentata da circa 40 deputati lombardi per chiedere al governo di ritirare il ricorso: questo l’annuncio di (Forza Italia). Ne vedremo delle belle.

 

SCUOLA, FORMIGONI INCONTRA MANIFESTANTI A SOSTEGNO LEGGE

Notiziario Marketpress di Martedì 09 Ottobre 2007

Milano, 9 ottobre 2007 - "Non è la legge di Formigoni e Rossoni ma una legge, quella sulla scuola, di tutta la Lombardia, appoggiata dalla stragrande maggioranza del mondo sociale ed economico e del mondo stesso della scuola, studenti, famiglie, insegnanti". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni incontrando ieri pomeriggio, insieme all´assessore all´Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni Rossoni, le centinaia di ragazzi, genitori e docenti venuti da varie province per manifestare sotto il Palazzo Pirelli a favore della legge regionale 19/2007 sul sistema educativo e di istruzione e formazione impugnata dal Governo, a nome di numerose associazioni tra cui Aig (Associazione italiana genitori), Agesc (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), il Forum delle Famiglie, Associazione Diesse, l´Associazione Manifesto per la Formazione professionale, Enaip Lombardia, Ciofr Lombardia, Disal (Dirigenti scolastici), Aninsei, Csl, Cometa, Aef, con l´appoggio di Api Milano, Confesercenti, Confindustria e Uil Lombardia. "Il conflitto che il ministro dell´Istruzione Fioroni ha sollevato contro di noi - ha aggiunto Formigoni - è sbagliato per due motivi. Primo, perché la materia di cui la nostra legge si occupa è di esclusiva competenza regionale, come dice la stessa Costituzione, e quindi il Governo non può intromettersi. Secondo, perché va contro la domanda di futuro di tanti giovani, che la società lombarda chiede a gran voce. La nostra legge è per la libertà e il gusto di studiare, per la responsabilità educativa, per la possibilità di scegliere". "Non amiamo certo lo scontro istituzionale - gli ha fatto eco l´assessore Rossoni - ma siamo determinati a proseguire nella risposta all´esigenza dei nostri giovani e del nostro sistema di istruzione". .

(AGI) - Milano, 8 ott. -"Non e' la legge di Formigoni e Rossoni ma una legge, quella sulla scuola, di tutta la Lombardia, appoggiata dalla stragrande maggioranza del mondo sociale ed economico e del mondo stesso della scuola, studenti, famiglie, insegnanti". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni incontrando oggi pomeriggio, insieme all'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni Rossoni, le centinaia di ragazzi, genitori e docenti venuti da varie province per manifestare sotto il Palazzo Pirelli a favore della legge regionale 19/2007 sul sistema educativo e di istruzione e formazione impugnata dal Governo, a nome di numerose associazioni tra cui AIG (Associazione italiana genitori), Agesc (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), il Forum delle Famiglie, Associazione Diesse, l'Associazione Manifesto per la Formazione professionale, Enaip Lombardia, Ciofr Lombardia, Disal (Dirigenti scolastici), Aninsei, CSL, Cometa, Aef, con l'appoggio di Api Milano, Confesercenti, Confindustria e Uil Lombardia.
  "Il conflitto che il ministro dell'Istruzione Fioroni ha sollevato contro di noi - ha aggiunto Formigoni - e' sbagliato per due motivi. Primo, perche' la materia di cui la nostra legge si occupa e' di esclusiva competenza regionale, come dice la stessa Costituzione, e quindi il Governo non puo' intromettersi. Secondo, perche' va contro la domanda di futuro di tanti giovani, che la societa' lombarda chiede a gran voce.
 La nostra legge e' per la liberta' e il gusto di studiare, per la responsabilita' educativa, per la possibilita' di scegliere". (AGI)
 

ASCA) - Milano, 4 ott - ''Dal mondo della scuola, della formazione e dal tessuto produttivo lombardo arrivano continui attestati di stima che invitano Regione Lombardia a proseguire nel cammino di riforma dell'Istruzione e Formazione professionale nonostante il ricorso annunciato dai ministri Fioroni e Lanzillotta contro la legge 19/07. Si tratta di conferme importanti della bonta' del lavoro del presidente Formigoni e di questo assessorato, che marcano, se possibile, una ancora piu' profonda distanza tra i bisogni del nostro territorio e la politica centralista di questo Governo''. Lo annuncia l'assessore regionale all'Istruzione della Lombardia, Gianni Rossoni, ringraziando ''esplicitamente l'Agesc (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), il Forum delle Associazioni familiari della Lombardia, l'Associazione Diesse, l'Associazione Manifesto per la Formazione professionale, Confindustria, la Federazione Opere educative della Compagnia delle Opera, la Uil e tutti coloro che mi stanno facendo pervenire la loro personale attestazione di stima ed incoraggiamento ad attuare la legge 19/2007''.
Per Rossoni, il sostegno arrivato alla Regione ''ci sprona a infondere nuove energie per garantire al sistema educativo lombardo la miglior qualita' possibile''.
fcz/mcc/bra

 

LIBERI DI STUDIARE LIBERI DI SCEGLIERE

SCUOLA, AUTONOMIA, LIBERTÀ - LA CONTRORIFORMA NON PASSERÀ

Più di 1.000 in piazza a favore della legge regionale

Partecipano: le associazioni genitori A.Ge., A.Ge.S.C., Sindacato delle Famiglie, Famiglie per l’accoglienza, Forum Lombardo delle Associazioni familiari, l’associazione degli insegnanti Diesse Lombardia, l’associazione dei dirigenti scolastici Disal, il Comitato Politico Scolastico non statale, Com. Regionale Lombardo Aninsei , CSL - Consorzio Scuole e Lavoro, A.E.F. Lombardia, FOE - Federazione Opere Educative, Compagnia delle Opere e gli operatori, studenti e famiglie che aderiscono al Manifesto per la Formazione Professionale

Milano, 8 ottobre 2007. In tanti a Milano in piazza davanti al Pirellone oggi alle 16. Più di 1.000 fra studenti, genitori,insegnanti e gestori di Centri per la formazione professionale si sono radunati in difesa della legge 19/2007 “Norme sulsistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia” contro il ricorso del Consiglio dei Ministri. Lalegge - lo ricordiamo - fu approvata a luglio a larga maggioranza dal Consiglio regionale con l’astensione dell’Ulivo.

L’intento del Governo è chiaro ed è stato denunciato sia dai rappresentanti delle associazioni genitori sia da Massimo Ferlini, presidente della Compagnia delle Opere di Milano e Provincia: un altolà alle Regioni del Nord e a quanti intendano imitare Formigoni e una sconfessione degli orientamenti federalisti. Al di là delle parole di Fioroni in tante occasioni a favore dell’autonomia della scuola e della responsabilità educativa della società civile, con questo e tanti altri atti del suo primo anno di governo della scuola si riafferma con forza il centralismo amministrativo statale.

Roberto Formigoni ha affermato: “Regione Lombardia sta realizzando i presupposti per una risposta all’emergenza educativa che attraversa la scuola in questo momento. Siamo consapevoli di non poterla esaurire: così come non è lo Stato che educa, nemmeno la Regione deve farlo. La vera leva dell’innovazione nella scuola è riconoscere che all’ente di governo spetta solo la regolazione e non la gestione del sistema, lasciando la più completa autonomia - anche finanziaria

e di reclutamento del personale - alle istituzioni scolastiche e formative. Per questo mi oppongo, con l’appoggio del Consiglio regionale, di tante associazioni, movimenti e dei soggetti responsabili della educazione e istruzione oggi convenuti a questa manifestazione, a questa decisione del Governo che - senza motivazioni e con furore ideologico - mortifica la libertà e la responsabilità delle famiglie. Insieme auspichiamo un rapido pronunciamento della Consulta, che ci permetta di continuare a lavorare nella direzione richiesta da migliaia di famiglie e insegnanti”.

Mariella Ferrante, presidente dell’Associazione di docenti Diesse Lombardia, ha sottolineato: “Che in questi tempi di antipolitica, i genitori, gli insegnanti, gli studenti scendano in piazza così numerosi in difesa della legge regionale è sintomo di un disagio grave a cui si vuol rispondere con una reale assunzione di responsabilità. Ce lo devono però permettere e non ridurre l’autonomia delle scuole a gestione decentrata di decisioni prese a Roma o pretendere che le Regioni non esprimano fino in fondo le loro potenzialità, come chiaramente stabilito dal Titolo V della Costituzione.”

Diesse Lombardia Didattica e innovazione scolastica

Diesse Lombardia è un’Associazione di insegnanti regionale fondata il 15 giugno 2006 e costituisce un’articolazione di Diesse, associazione nazionale  attiva  dal  1987, che aderisce alla Compagnia delle Opere e che ha lo scopo di sostenere la presenza dei docenti nella scuola e contribuire a diffondere nella società l’attenzione alle problematiche legate al mondo della scuola stesso.
Diesse Lombardia ha lo scopo di ampliare l’offerta formativa per gli insegnanti delle scuole statali e paritarie; fornire agli insegnanti uno strumento per intervenire sulle politiche educative della Regione e degli enti locali, partecipare a progetti e ricerche che portino a un approfondimento della cultura professionale e ad interventi significativi in vista dell’innovazione della scuola sul piano sia didattico sia organizzativo.


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