di
FRANCESCA FILIPPI
ROMA. A rischio
l’obbligo di studiare
fino a 16 anni. E’
polemica con il
ministero
dell’Istruzione,
attaccato dai sindacati
e dallo stesso leader
del Pd, Walter Veltroni.
Tutto nasce da un
emendamento al decreto
112 relativo alla
manovra economica del
governo, in discussione
alla Camera,
”sospettato” di
abbassare, ne fatti, da
16 a 14 anni l'età
dell'obbligo scolastico.
A sollevare l’allarme
per primo è stato il
segretario generale
della Flc-Cgil, Enrico
Panini, secondo il quale
in questo modo «si
riporta l'orologio della
storia agli anni '50».
Poi è stato il turno di
Veltroni, che ha subito
parlato di «negazione
del principio delle pari
opportunità.
Così il governo fa un
nuovo passo indietro».
Dopo qualche ora la
replica decisa del
ministro della Pubblica
Istruzione, Mariastella
Gelmini: «L'emendamento
proposto dal governo non
incide minimamente
sull'obbligo
dell'istruzione che
rimane a 16 anni.
Veltroni è stato male
informato perché
l'obbligo può essere
assolto anche nei
percorsi di formazione
professionale che aveva
introdotto, in via
sperimentale, il governo
Prodi».
Ma cone va allora
interpretato
l’emendamento? Secondo
Enrico Panini
«l'emendamento prevede
che si possa assolvere
l'obbligo scolastico
anche nel sistema
regionale della
formazione professionale
e nei percorsi triennali
istituiti dal ministro
Moratti, che escono così
dalla sperimentalità per
diventare definitivi e
che già prevedono a loro
volta un massiccio
ricorso alla formazione
professionale. Ben
diversa la situazione
attuale che prevede, in
coerenza con il dettato
costituzionale,
l'assolvimento
dell'obbligo scolastico
nel solo sistema di
istruzione che comprende
le scuole statali e
paritarie». Insomma, per
il sindacalista si
tratta di «un ennesimo
colpo di mano per via
legislativa contro la
scuola pubblica e una
sconfessione degli
impegni assunti dal
ministro Gelmini».
Secondo la Federazione
Lavoratori della
Conoscenza Flc-Cgil,
invece, il sistema
dell'istruzione è
fondato sulla scuola e
non sulla formazione
professionale.
La replica: «In
nessuna parte
dell'emendamento
presentato - hanno
ribadito dal ministero
dell’Istruzione - si
parla di abbassare l'età
dell'obbligo scolastico.
Per noi la polemica è
chiusa». Ma nonostante
le smentite, le prese di
posizione si sono
moltiplicate.
Ieri inoltre la
Gelmini ha annunciato
che il prossimo 15
settembre, primo giorno
di scuola in Campania,
il ministero presenterà
un bando per assegnare
alle 1.372 scuole della
regione 2 milioni di
euro per potenziare le
proprie attività in
difesa dell'ambiente.